Cronaca

Violentata in casa di un amico: condannato a 2 anni

Violentata in casa di un amico: giovane leccese condannato a due anni.

E’ la sentenza emessa in abbreviato nei riguardi di un 24enne arrestato lo scorso giugno. Il giudice ha riconosciuto “la lieve entità” e ha disposto la revoca dei domiciliari. Sin dall’inizio delle indagini, l’imputato ha sempre respinto le accuse: si recò spontaneamente negli uffici della Questura per sostenere che il rapporto fu consenziente. Le sue dichiarazioni però furono ritenute prive di fondamento e scattò l’arresto, durante il quale volarono parole offensive nei riguardi dei poliziotti. Per questo, oltre al reato di violenza sessuale era contestato anche quello di minacce aggravate a pubblico ufficiale.

G.D.C. era finito in carcere il 26 giugno scorso con l’accusa di aver violentato una 42enne appena conosciuta in casa di un amico.

La pubblica accusa, rappresentata dal pm Maria Consolata Moschettini, aveva invocato 3 anni e 10 mesi di reclusione, ma il Gup ha riconosciuto il comma meno grave (della lieve entità) al reato contestato, determinando così una pena inferiore. Ma per conoscere le motivazioni della sentenza con la quale è stata disposta anche la revoca dei domiciliari (concessi dal tribunale del Riesame), ai quali l’imputato si trovava fino a qualche ora fa, bisognerà attendere 15 giorni.

Secondo l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Roberta Licci, la presunta vittima conobbe il ragazzo in casa di un amico; inizialmente ne accettò le avance, ma dopo aver notato un atteggiamento violento, cercò, invano, di opporsi. Nonostante il rifiuto, il 24enne avrebbe continuato a dare sfogo ai suoi istinti, procurandole anche delle lesioni, accertate in seguito dai medici.

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